Carnival Row: la recensione della prima stagione

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Promozione senza nessuna esitazione è il mio responso sulla prima stagione di Carnival Row, il fantasy prodotto da Amazon che ha come protagonisti Orlando Bloom e Cara Delevingne. Promozione perché la serie mantiene tutte le aspettative che era lecito avere, senza superarle, non siamo di fronte a un prodotto che cambierà le regole della serialità televisiva e certamente non lo inserirò tra le mie serie preferite di sempre.

Con un budget così alto impiegato in un fantasy il minimo da pretendere per promuoverlo era un mondo affascinante che riempisse gli occhi, un cast adeguato e che la storia ti catturasse, obiettivi per quel che mi riguarda rispettati. Personalmente non sono mai stato un fan di Orlando Bloom (il protagonista Rycroft Philostrate) e non avevo mai visto recitare la modella attrice Cara Delevingne, ma sapevo che la sua cagnaggine è proverbiale. Anche nel loro caso devo dire che Bloom non l’ho mai trovato così bravo, ho letto in giro critiche alla sua interpretazione, per me invece molto molto meglio qui che in qualsiasi scorreria ai Caraibi o nella Terra di mezzo. In quanto alla Delevingne devo dire che dal punto di vista fisico il casting non poteva azzeccare meglio una attrice giusta per interpretare una fata pure se confermo che un Emmy o un Oscar non li vincerà mai.

carnival row recensione prima stagione

Se poi aggiungiamo che nel cast c’è l’immenso Jared Harris (il cancelliere) e c’è la bravissima Indira Varma (una cattiva pazza davvero da applausi, a proposito: cattiva perchè pazza o folle per via della sfrenata immorale ambizione?  Io direi un pochino dell’uno e un pochino dell’altro) direi che anche il cast non ha deluso.

Non farò un recap della stagione, ma ovviamente da qui in poi ci saranno spoiler. Do per scontato che chi legge questa recensione di Carnival Row abbia visto la stagione, se volete un riassunto cercate altrove, se volevate solo sapere se vale la pena vederla ma non volete spoiler allora fidatevi di quanto sopra e fermatevi qui.

Carnival Row, recensione prima stagione – SPOILER

Prima di iniziare l’ottavo ed ultimo episodio ho pensato che avrei dato un giudizio positivo ma che molto dipendeva dall’ultimo episodio e dal sapere se la serie avrà un seguito. Non so se lo avete letto da qualche parte ma Amazon ha annunciato che questo è solo l’inizio. Ma perché sapere se la serie avrebbe avuto un seguito mi pareva così importante alla vigilia dell’ultimo episodio? Perché la prima stagione di Carnival Row ha avuto tre storyline: quella principale di Philo e Vignette (Vignette Stonemoss è la fata interpretata dalla Delevingne) e dell’indagine sugli efferati omicidi che si rivelano legati proprio a Philo che dunque in realtà all’inizio stava indagando su stesso senza saperlo; quella relativa ai due fratelli di una famiglia agiata e caduta in difficoltà economiche (Imogen e Ezra Spurnrose) e al ricco puck (figura del folklore inglese simile a un fauno) loro nuovo vicino di casa e quella relativa al figlio del cancelliere e alla figlia del leader dell’opposizione.

Alla vigilia dell’ultimo episodio era chiarissimo che le due storyline secondarie erano più che altro dei semi gettati per germogliare nelle stagioni successive, se invece la serie si fosse conclusa qui sarebbero state delle storyline inutili e insensate, peggio ancora se le si fosse chiuse in fretta e furia nell’ultimo episodio. Invece niente di tutto questo, gli autori probabilmente sapevano dall’inizio che avrebbero avuto un seguito e mentre hanno impostato la stagione intorno a un giallo (o forse meglio un noir) con creature soprannaturali si preparavano per il seguito.

Non si può certo non ricordare che tutta la storia delle fae (le creature non umane) è una esplicita metafora della condizione dei migranti, se si vuole fare una critica agli autori si potrebbe dire che ci hanno messo dentro troppo in questa serie, la condizione dei diversi e degli sfruttati nella società filtrata attraverso la lente del fantasy o della fantascienza è tra l’altro cosa già vista (basti pensare ai mutanti in casa Marvel) , la storia di potere e intrighi, la storia d’amore perché ci deve essere, persino una Lady Macbeth che ossessionata da una profezia getta nel caos una nazione sono andati a scomodare, ma la verità è: voi vi siete annoiati? Io no. L’avete trovato pesante? Io no.

carnival row attori protagonisti

Qualcuno ha rimproverato agli autori di essersi presi troppo sul serio, io non credo sia così, Echevarria per esempio ha un solido passato in decine di produzioni tv e guardando ai titoli a cui ha collaborato (uno su tutti Star Trek Deep Space Nine) si capisce che si tratta di un solido professionista che non crede di star facendo arte o chissà quale fondamentale battaglia sociale, d’altro canto però se si guarda proprio a Star Trek si vede che creare show fatti fondamentalmente per intrattenere ma inserire delle questioni sociali nell’ambientazione in cui si svolgono le vicende dei protagonisti è proprio il tipo di tv che ha già conosciuto.

Io credo che nelle sue intenzioni Carnival Row non sia la storia dello sfruttamento delle fae in cui “mannaggia mi tocca inserire sti due bellocci che si amano perché la storia d’amore il pubblico la vuole” , ma sia la storia di Philo e Vignette inserita in un mondo cupo, tragico e affascinante. Inoltre, da quel che ho visto di Caroline Ford (Sophie Longerbane) e Arty Froushan (Jonah Breakspear), cioè i succitati rampolli che dopo la mattanza di potenti della prima stagione si ritrovano ad essere rispettivamente capo dell’opposizione e capo del governo (ma segretamente incestuosi amanti e cospiratori), non ho dubbi che la ragazza come malvagia di turno non farà rimpiangere Lady Piety.

Non trovo neanche che sia un difetto dello show il fatto che effettivamente alcuni personaggi secondari impressionino più dei protagonisti, magari anche per maggiore bravura degli attori non protagonisti, è piena la storia del cinema e della tv, di show così, il protagonista può essere perfettamente adeguato al suo ruolo e un comprimario può essere invece addirittura straordinario, perché questo dovrebbe andare a detrimento del primo o dello show non mi è chiaro. E quindi nominiamoli questi personaggi secondari, della bravissima Varna/Lady Piety ho detto, Harris francamente l’ho preferito in altri ruoli (lo adoro dai tempi di Fringe, ha nobilitato con le sue apparizioni The expanse, l’ho trovato monumentale in The terror), ma un grande attore come lui fa sempre la sua porca figura. Ho apprezzato molto anche Simon McBurney (nei panni di Runyan Millworthy il tipo che passa dal teatrino in strada a consigliere del giovane cancelliere) e come ho detto la Ford se l’è cavata bene, non male Froushan ma la giuria è ancora fuori sul personaggio.

carnival row lady piety

In tutto questo ho trascurato la Spurnrose e il suo Agreus, in effetti questa è la storyline che più mi incuriosisce perché non capisco cosa gli autori vogliano fare di loro, vanno avanti a braccio o hanno già tutta una storia di ampio respiro in mente? Saranno gli Arya Stark della situazione?Cioè torneranno da lidi lontani per riunirsi agli altri personaggi e risultare decisivi? Do per scontato che il centro della narrazione rimarrà sempre la città The burgue e in particolare il quartiere delle creature, Carnival Row, mica l’avranno scelto a caso il titolo, quindi non ho dubbi che a un certo punto torneranno, chissà se torneranno con una soluzione in mano come dei deus ex machina che orienteranno il caos che Sophie e Jonah perseguono per plasmare il mondo a propria immagine in una direzione ai due non gradita.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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