La migliore nuova fantascienza del 2018

Una classifica personale delle serie tv di fantascienza uscite nel corso del 2018

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Due premesse prima di cominciare, la prima è: avete letto bene il titolo? Ho detto nuova, per quanto mi riguarda la miglior serie di fantascienza in circolazione è The Expanse, quelle che elencherò anche se mi sono piaciute non le vanno nemmeno vicino, ma l’articolo vuole fare un consuntivo di cosa il 2018 ha portato alla fantascienza e non è un consuntivo negativo. La seconda premessa è: non iniziate a dire “non hai messo questa o quest’altra”. In questo articolo, ovviamente, mi riferisco alle serie che io ho visto, mi parrebbe davvero stupido e poco serio fare una ricerca sul web e inserire le serie più amate dal pubblico e/o dalla critica è chiaro che è una selezione personale. In pratica, oltre a queste, ho visto solo altre due nuove serie che potrebbero rientrare (stiracchiandolo un po’) nel genere fantascientifico ma le considero più o meno mediocri.

Serie tv di fantascienza 2018

Altered Carbon

Altered Carbon serie tv netflix

Non posso che iniziare con l’ambiziosa serie di Netflix, qualitativamente è la migliore delle quattro di cui andrò a parlare, ma non è la più riuscita. Che vuol dire? Semplice, che se nel giudizio mettiamo in conto ambizioni ed aspettative suscitate nel pubblico Altered Carbon non ha convinto appieno e sotto alcuni aspetti con ragione.
Personalmente la cosa che ho meno amato è il protagonista Joel Kinnaman che avrà pure la fisicità giusta ma per me è un attore abbastanza mediocre, una mediocrità che stona in una produzione così ad alto budget molto più di quanto farebbe in una serie low-budget di Syfy. Per il resto però molte lodi, lodi per l’aspetto visivo, per la storia di fondo (quella dell’immortalità tramite download della coscienza in un altro corpo) e per il giallo a cui gira attorno la prima stagione, bene i flashback anche perché Will Yun Lee come attore mi piace molto ma molto più di Kinnaman.

Sulla Lachman non mi pronuncio, sono di parte, so che molti non la apprezzano come attrice, ma io la trovo talmente sexy che temo di non poter essere obiettivo. Molto molto ma molto bene Poe (interpretato da Chris Conner) il portiere d’albergo olografico (è molto più di questo ma non vorrei spoilerare), forse il personaggio più riuscito di tutta la stagione. D’altro canto lo show non mi ha fatto gridare al capolavoro, non mi ha travolto, quello che posso dire è che i tanti soldi spesi si vedono e non mi sembrano siano stati sprecati, con quel budget era obbligato ad essere un ottimo prodotto e per me lo è, ci si poteva aspettare facesse anche il balzo in zona capolavoro assoluto e quello probabilmente non l’ha compiuto.

Lost in space

Lost in Space serie tv Netflix

Un immagine di Lost in Space 2018, remake del telefilm del 1965

Lost in space è l’altro lato della medaglia, l’immagine speculare, non mi aspettavo nulla da questa serie e invece mi ha sorpreso. Al netto del discorso aspettative sarebbe blasfemo dire che Lost in space sia meglio di Altered Carbon ma è una serie riuscita al 100%, come abbiamo visto non so se si possa dire lo stesso dell’altra. Quando ho saputo che avrebbero riproposto (la serie originale andò in onda negli USA negli anni 60, poi nel 1998 fu prodotto un film omaggio) la storiella della famigliola persa nello spazio, classico prodotto per riunire la famiglia attorno alla TV, ho pensato “ok anche se è fantascienza stavolta passo” poi, complice il mio sentirmi orfano del grande Toby Stephens per la fine di Black Sails, ho provato a vederlo. Non hanno sbagliato nulla! In un prodotto per famiglie del genere che ci vuole? Un cattivo (cattiva in questo caso) riconoscibile fatto per essere odioso tutto il tempo? C’è! Parker Posey è assolutamente perfetta nel ruolo.

Bambini e robot sono la versione fantascientifica di bambini ed animali (insieme alla variazione sul genere costituita da bambini e alieno adorabile),  ma il robot del nuovo Lost in space non è come il buffo fricchettone numero 5  o come l’alieno dal cuore d’oro ET, per venire incontro ai gusti dei bambini moderni è una spaventosa macchina da guerra che però essendo un essere intelligente non è costretto ad essere quello che era stato creato per essere e complice un malfunzionamento e il rapporto con il piccolo della famiglia Robinson diventa fonte di sentimento e buon umore. Ovviamente se lo scopo è riunire tutta la famiglia anche gli adolescenti si devono riconoscere in qualcuno e qui arriva la diciottenne figlia maggiore Judy, che è letteralmente una prima della classe visto che alla sua età ha ricevuto formazione medica per essere il medico della missione, ma non lo è in senso negativo e se i suoi alti standard la portano a rimproverare un po’ il meccanico traffichino in breve vede il buono che c’è in lui e lo spinge sempre a farlo venire a galla.

In quanto ai genitori, il papà militare (Stephens appunto) e la mamma scienziato e capo missione sono la coppia che tutti i genitori vorrebbero essere, intelligenti, di successo, affascinanti, molto genitoriali nell’interazione coi figli ma anche una coppia da far sognare in maniera romantica quando si ritrovano da soli, in maniera moderna ovviamente, visto che lei è il capo missione non certo la casalinga di Voghera (con tutto il rispetto).
Come se non bastasse aver azzeccato tutti i personaggi (a proposito non mi sono soffermato su Don. il meccanico traffichino di cui sopra, lo adorerete, fidatevi, personaggio già visto pure lui ma funziona, colui che si autodefinisce egoista perché il mondo va così e lui non viene da una situazione di privilegio ma poi si rivela buono dentro e non può farci nulla neanche volendolo) dal punto di vista della realizzazione si vedono i soldi che di solito Netflix mette su una serie e niente da dire sulla parte spettacolare o sul magnifico robot, vanno solo goduti.

Origin

origin serie tv consigliata con tom felton

Leggendo le opinioni di altre persone raramente ho trovato pareri così discordanti, da chi ne parla come fosse un capolavoro a chi ne parla come fosse il peggior show mai visto con interpretazioni ridicole al servizio di una scrittura pessima. Personalmente mi ha preso parecchio, anche se la storia sa di già visto (parassita alieno su astronave, atmosfere claustrofobiche etc…) e anche se qualche ingenuità nella scrittura l’ho ravvisata. Quello che mi ha conquistato è la struttura con cui è stata raccontata la storia, per farla breve qualcuno ha parlato di “Lost nello spazio”. No, non parlo del telefilm di cui sopra ma della celebre serie “Lost”: ricordate la struttura narrativa coi flashback sui personaggi? Stessa cosa in Origin dove ogni episodio è dedicato a un protagonista e vediamo come sia finito su una nave diretta su un mondo da colonizzare lasciandosi la Terra dietro per sempre. Ovviamente se una struttura del genere mi ha convinto vuol dire che anche le interpretazioni mi hanno convinto, qualcuno trova inespressivo Sen Mitsuji (modello e attore australiano di origine asiatica che interpreta Shun) posso solo dire che trovo che si addica alla parte che fa (killer di Yakuza pentito che cerca nuova vita) se non  è recitata dico che è stato un buon casting, hanno scelto l’uomo giusto per la parte. Per quel che riguarda gli altri Natalia Tena, Tom Felton e Philipp Christopher mi hanno convinto pienamente. Speriamo che Youtube rinnovi la serie perché la stagione è finita con un cliffhanger.

Nightflyers

nightflyers netflix serie tv

Produzione relativamente “ricca” per gli standard di Syfy channel, tratta da una novella di George R.R. Martin, si tratta nelle intenzioni di uno sci-fi/horror, se lo scopo di un horror è spaventare direi che sotto quel punto di vista ha fallito. I primissimi episodi non mi hanno preso, il protagonista mi sta sulle palle, in realtà solo di due personaggi mi interessa davvero la sorte (Thale e Lommie) eppure sono qui a consigliarvelo, perché? Perché l’idea non è affatto male. Nightflyers racconta la missione di una nave terrestre che insegue un’astronave di una razza molto più avanzata che sta attraversando il Sistema Solare, i tentativi di contatto da Terra sono falliti, quindi si appronta la missione, lo scopo è chiedere aiuto, la Terra è morente (ci sono colonie nel Sistema Solare però) ma lo scienziato a capo della missione pensa che imparando ad utilizzare l’energia che usano gli alieni si potrebbe salvare. Per contattarli sulla nave viene portato un telepate (i telepati sulla Terra hanno creato loro malgrado molti problemi, essere un telepate non viene mostrata come una cosa facile) ma man mano che ci si avvicina l’energia emanata dalla nave, che è simile alle onde cerebrali dei telepati, ne rinforza i poteri con ricadute su tutti. Ci sono anche altre trame a bordo che non andrò a raccontare ma trovo che il mistero costituito dagli alieni e il feedback psichico siano un ottimo soggetto.

Per quel che riguarda l’aspetto visivo è adeguato, come ho detto per gli standard di Syfy è una produzione di un certo peso, non si nota la “poraccitudine” di alcuni dei suoi show. Il cast è tutto di buon livello, anche nei casi di personaggi che non mi piacciono è il personaggio che mi sta sulle palle non l’eventuale imperizia dell’attore. Promozione piena soprattutto per Gretchen Mol che trovo brava e sexy, per Sam Strike (Thale) e per Angus Sampson (Rowan). Anche questa come la precedente presuppone un seguito, speriamo ci sarà.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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