Migliori sigle serie tv: le colonne sonore più belle dei telefilm

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Con questo articolo inizio una serie di tre dedicati alla musica nelle serie TV, in questo primo caso è più corretto dire alla fusione di musica e immagini, vado infatti a parlarvi delle migliori sigle delle serie tv.

Innanzitutto una curiosità, sapete da dove viene l’etimologia sigla per indicare quello che gli anglofoni definiscono intro? Ho controllato e il dizionario Treccani ci viene in aiuto, la parola sigla ha due significati: 1) La lettera o iniziali del nome di persone, enti ed altro usate per comodità in sostituzione dell’intero nome; 2) Nella prassi diplomatica la sottoscrizione abbreviata di un accordo internazionale che rappresenta solo l’atto ricognitivo dell’autenticità del testo redatto.

Per estensione di questi significati è nata l’espressione sigla musicale: “motivo musicale o frase musicale e cantata, o anche complesso di immagini, musica e canto, che, sempre nella stessa forma, precede o conclude una determinata trasmissione radiofonica o televisiva, periodica o a puntate.” In altre parole dal momento che la sigla è anche un’introduzione dei testi diplomatici in questa accezione prevale il significato di introduzione su quello di abbreviazione.

Veniamo al sodo, inizio questa serie di articoli perché oltre ad amare le serie TV adoro le colonne sonore, vi racconto un fatto personale: nel mio smartphone ho solo colonne sonore, sicuramente il fatto che ho sempre ascoltato rock (anche le lunghe suite del progressive) e anche un po’ di classica ha influito.

Premessa: in questo primo articolo però parlando di sigle sarebbe giusto valutare sia le immagini che la musica, in parte l’ho fatto però ammetto che probabilmente il giudizio musicale ha prevalso, ecco perché non ha trovato posto quella di The Walking dead,  il brano pur essendo perfetto per quella intro non mi è mai piaciuto molto (ritornando al mio smartphone non lo caricherei mai per ascoltarlo solo come musica).

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La colonna sonora di Fargo

Inizio dalla sigla di Fargo per riallacciarmi a quanto scritto nella premessa, in questo caso siamo infatti all’opposto. La parte immagini non esiste, perché la intro musicale lunga quando c’è è sulle immagini dell’episodio, ma il brano di Jeff Russo è uno dei miei pezzi preferiti in assoluto e questo sbilancia il mio giudizio e me la fa includere nella selezione. Poi ogni inquadratura di Fargo è di qualità e quindi le intro di alcuni episodi sono memorabili per via del meraviglioso brano musicale su quelle immagini.
La versione che ho scelto (dalla stagione 3), l’ho scelta proprio per le immagini anche se il tema musicale è leggermente variato.

La sigla di Game of Thrones

La sigla di Game of thrones entra di prepotenza. L’epico tema musicale del grande Ramin Djawadi si sposa perfettamente con una pregevole sequenza animata in cui gli appassionati dell’epopea ideata da George R.R. Martin vengono portati in volo in una rapida carrellata di tutte le location principali di Westeros (e non solo, diamo anche una fugace occhiata ad est) realizzate come delle mappe animate in 3d.
Le immagini della colonna sonora de Il Trono di Spade comunque non sono sempre le stesse, dipendono dalle location in cui si svolge l’episodio. Djawadi ha realizzato il tema musicale dopo aver visto le immagini e il significato del brano è proprio quello di accompagnamento a un viaggio in luoghi differenti. Lo strumento portante è un violoncello scelto dall’autore anche seguendo l’indicazione degli autori dello show che gli avevano chiesto di non utilizzare flauti perché a loro dire troppo inflazionati nel fantasy. Secondo me qualità delle immagini e la bellezza del brano musicale (poi io sono un amante degli archi) sono innegabili.

La sigla della serie tv The 4400

Qui andiamo sul vintage ed inoltre è l’unica canzone della mia selezione (ma non l’unico brano con voce), ho scelto la sigla di The 4400 ovviamente perché la trovo molto bella, adoro sia le immagini che la angelica voce di Amanda Abizaid, ma l’ho scelta anche per un altro motivo, per farci due risate, l’autoironia è sempre cosa sana e giusta, due risate su di me, ma anche su voi stessi se vi trovate nella mia stessa condizione. Vi avverto però che la spiegazione è ovviamente SPOILER, se avete visto la serie sapete che i 4400 erano persone scomparse in varie epoche che riappaiono tutte insieme, senza memoria, non invecchiate di un giorno e molte delle quali dotate di poteri straordinari. Ad inizio serie le autorità brancolano nel buio e così noi e una delle ipotesi fatte è il coinvolgimento degli alieni, quando la verità viene svelata (niente alieni, ma uomini del futuro, guerra temporale, etc. ) riguardando la sigla mi sono sentito tanto tonto, nelle immagini vediamo l’effetto del tempo su vari oggetti, la Abizaid canta (tra le altre cose) “we’ll find a place in time […] a place in time to call our home” non avrebbero potuto farcela più esplicita di così.

La colonna sonora di Westworld

La sigla di Westworld fin dal primo fotogramma e dalla prima nota (anche questo tema è del prolifico Ramin Djawadi) conferma le enormi ambizioni di questo show, si ha subito l’impressione di trovarci davanti a una grande produzione, una sequenza animata coi fiocchi e un tema musicale per cui è stato ingaggiato uno dei migliori (forse il migliore) compositore sul mercato che si è evidentemente impegnato nello sfornare un capolavoro. Per quel che riguarda le immagini è importante precisare che nella seconda stagione la intro è leggermente cambiata, affiancando alle immagini più generiche del design di parti di alcuni host, alcune che ricordano i personaggi che abbiamo imparato a riconoscere come figure chiave.

Vediamo una host femminile che stringe una bambina, mi pare che il riferimento all’istinto materno di Maeve sia esplicito, vediamo una fluente chioma chiara, pensiamo ovviamente ai lunghi capelli biondi di Dolores, vediamo un cappello nero che precipita. Il tema musicale è basato sul piano per un motivo, il suono del piano è più facilmente immaginabile che venga riprodotto da un robot, gli strumenti cordati invece richiedono un tocco più umano, guarda caso la sigla di Westworld si apre col suono di archi (prima sono venuti gli uomini che hanno creato gli host) e poi entra il piano. Ovviamente non mi sono innamorato del brano per questo, semplicemente lo trovo bello, ma sta a testimoniare la maniacale attenzione ai dettagli che pervade lo show, persino i pochi detrattori la riconoscono parlando di vuota perfezione.

The Expanse

The Expanse è forse la mia preferita, non è il mio brano musicale preferito tra tutti, non sono nemmeno certo che sia la mia preferita come immagini, ma entrambi gli aspetti sono ad altissimi livelli, nella mia classifica di gradimento, quindi, vince come media. Inoltre al cuor non si comanda, come spiego sempre quando la mostro a qualcuno credo che questa sigla non possa non emozionare, prima ancora che gli appassionati di fantascienza, tutti gli appassionati di esplorazione spaziale, visto che celebra il sogno dell’espansione della razza umana nel nostro sistema solare (e mettiamoci pure che partendo la carrellata dalla Terra prima di passare al sistema solare una delle prime immagini è l’Italia in notturna vista dallo spazio, anzi le uniche aree della Terra che si vedono chiaramente sono l’Italia e poi la zona di New York, come simbolo del nuovo mondo suppongo). La parte musicale è opera di Clinton Shorter (la musica) e di Lisbeth Scott artista basata ad Hollywood, che ha scritto il testo e poi l’ha tradotto (alla meglio perché non conosce la lingua) in norvegese perché ama il suono di quell’idioma, interpretandolo poi in maniera divina. Il risultato lo potete ascoltare da voi, a me da i brividi ogni volta che guardo ed ascolto.

The Strain

The Strain, ci risiamo con Ramin Djawadi (e vi annunciò già che sarà grande protagonista anche dei prossimi articoli), il pezzo che ha scritto per lo show sui vampiri curato da Guillermo del Toro e dallo scrittore Chuck Hogan che hanno trasposto in tv la loro trilogia letteraria, ha un ritmo ripetitivo ed incalzante che ben si addice ai toni cupi dello show che ha uno sviluppo post-apocalittico. A me questo brano ha sempre dato l’impressione di avere una certa assonanza col tema musicale del film 28 giorni dopo, ma quando lo dico la gente mi guarda strano. Parlo ovviamente della prima versione, per motivi a me incomprensibili in seguito il tema è stato sostituito, va anche precisato che molti degli episodi non si aprono con la intro lunga ma col solo logo.

Questa versione presa dalla stagione due unisce il brano di Djawadi con una bella introduzione animata, peccato non abbiano lasciato il tema musicale nelle stagioni seguenti perché la sigla animata nelle stagioni successive è ancora più bella, splendida quella della quarta, ma non c’è la bellissima musica scritta da Djawadi ad inizio serie. A onor del vero la versione del brano musicale che preferisco è quella della prima stagione, questa della seconda (stesso brano leggermente modificato, sembra un pochino meno incalzante) mi piace un filino meno, ma la prima aveva delle immagini molto meno belle, visto che pur essendo sbilanciato sulla musica devo giudicare il connubio immagini musica metto questa apertura che credo venga dalla premiere della seconda stagione.

Inserisco anche la intro della stagione 1 (così potete sentire la differenza tra le due versioni del brano) che parte benissimo, ma poi si blocca su un fermo immagine di una inquietante panoramica di New York col cielo rosso sangue, bello ma sempre di fermo immagine si tratta.

La sigla di Daredevil

Daredevil, questo è forse l’unico caso in cui le immagini hanno contato nella mia scelta molto ma molto più della musica, non sto dicendo che la musica non mi piaccia (o non l’avrei inserita) e certamente ben si sposa al prodotto che annuncia, oltre che alle immagini della sigla. Per un certo periodo anche questa musica è stata nello mio smartphone, segno che mi piace ascoltarla, ma sinceramente se non si fosse accompagnata alle magnifiche immagini non l’avrei notata. Poi quando Matt parlando con Claire le spiega che lui “vede” il mondo come fosse in fiamme e si capisce che la sigla mostra come Matt percepisce il suo mondo, l’amore è scoppiato incondizionato. L’autore della musica è il compositore John Paesano che al cinema ha curato la colonna sonora di The maze runner.

The Punisher

The Punisher, forse la migliore intro di una serie Marvel/Netflix, non credevo che fosse possibile superare quella di Daredevil, ma se le immagini di quella di Daredevil mi hanno conquistato immediatamente in maniera molto emozionale dandomi i brividi, quelle della sigla di The Punisher mi hanno conquistato visione dopo visione con la loro gelida perfezione, la perfezione del meccanismo semplice ma raffinato e perfetto di un’arma da fuoco moderna. Il brano musicale arrangiato da Tyler Bates (compositore molto attivo in ambito cinematografico, che ha realizzato la colonna sonora di alcuni blockbuster Marvel, come I guardiani della galassia, ma anche di tre film di Zack Snyder) è profondamente americano, come il personaggio che era un patriota e un militare. Si sentono richiami a sonorità proprie del rock americano (e questo essendo io un fan di Springsteen, così come lo è Frank Castle andrebbe benissimo), ma a me sembrano un po’ virate verso il country e questo mi entusiasmerebbe meno, però il brano mi piace lo stesso.

Il fatto che sia un brano suonato con la chitarra pure ben si attaglia alla storia di Castle che nella serie vediamo strimpellare la chitarra. In altre parole una sigla che non solo è di alto livello visivo e con un brano che anche se non mi fa gridare al miracolo funziona, ma se conosci la serie allora la godi a un livello maggiore perché hanno davvero indovinato tutto, non potresti immaginare una sigla migliore per introdurre Frank Castle.

Ci sentiamo la prossima settimana con i miei brani preferiti dalle colonne sonore di serie TV (quindi non intro).

Qual è la vostra sigla preferita? Se vi va, commentate e condividete con noi la vostra classifica!

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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