Musica e serie tv: quando l’arte dei suoni incontra i telefilm

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E con questo terzo articolo arrivo alla fine del mio personalissimo viaggio all’interno della musica (originale e non) nei telefilm. Ho iniziato con una selezione delle più belle sigle delle serie tv e ho proseguito con le colonne sonore originali. Adesso vi parlo di come le serie hanno usato musica più o meno famosa per commentare delle scene.

Quante volte abbiamo esclamato: “questa canzone sembra scritta apposta per questa scena!” e invece era una canzone scritta anni prima e senza avere la minima idea che sarebbe stata utilizzata come colonna sonora? Ci sono delle serie recenti che hanno utilizzato canzoni famose in maniera davvero massiccia, sia semplicemente usandole come sottofondo che coverizzandole.

Legion

Legion, non posso non iniziare dallo straordinario gioiellino che Marvel, FX e soprattutto Noah Hawley ci stanno regalando. Legion è la storia di David Haller, un mutante di livello omega (vuol dire che ha poteri tali da renderlo praticamente un dio) però è anche instabile, schizofrenico con personalità multiple addirittura (perlomeno nei fumetti Marvel da cui proviene) da cui il soprannome Legione. Noah Hawley (il geniale autore di Fargo) ha ricevuto mano libera per sbizzarrirsi in un prodotto autoriale e l’ha fatto alla grande, la musica ha un ruolo fondamentale nella serie, basta vedere l’elenco di canzoni e brani musicali che è stato utilizzato nelle due stagioni: si va dal Bolero di Ravel, a Brian Ferry agli Who, passando per Rolling Stones, Jane’s Addiction, Talking Heads etc. è un elenco infinito. In molti casi i brani sono utilizzati nella versione originale, in altri no.
Io ne vorrei proporre almeno 5 o 6 di scene, mi limiterò a due. Nel penultimo episodio della prima stagione abbiamo apprezzato questa scena meravigliosa senza dialoghi costruita sul Bolero di Ravel. Il brano fu commissionato a Ravel come un balletto per la sua amica la ballerina e attrice russa Ida Rubinstein. La premiere fu nel 1928.

Nel recente finale della seconda stagione di Legion, David che va allo scontro finale con Farouk canta Behind blue eyes degli Who e le parole sembrano davvero scritte per questa scena. Behind blue eyes fu rilasciata come secondo singolo dell’album Who’s next, uscito nel 1971, quinto nella discografia del gruppo britannico.
Oh quasi dimenticavo che le musiche di Legion sono curate da quel Jeff Russo che avevo già nominato nel primo articolo come autore della sigla di Fargo, ovviamente Hawley se l’è portato appresso nel suo nuovo show.

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Westworld

Riecco Westworld e Ramin Djavadi, a fianco ai tanti bellissimi brani originali la prima stagione è stata caratterizzata da versioni strumentali (nella maggior parte eseguite dalla classica pianola da saloon) di grandi hit di artisti come Soundgarden, Amy Winehouse e Radiohead (questi ultimi con molteplici brani).
La stupenda scena finale del finale di stagione è impreziosita da Exit music (for a film) dei Radiohead, brano contenuto in quello che probabilmente rimane il loro più grande successo, l’album OK computer uscito nel 1997.

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The Magicians

The Magicians, proprio nella stagione appena conclusa ci ha regalato uno splendido episodio musical che molti (fra cui io) hanno definito il miglior episodio musical di una serie dai tempi di Once more with feeling in Buffy. Nell’episodio All That Josh (3×09) ci regalano una cover di Under Pressure (la versione originale è dei Queen con David Bowie) cantata dal cast del telefilm. Solo un paio degli attori di The Magicians sanno davvero cantare (in particolare Jade Taylor che guarda caso ha un solido passato nel musical a Broadway e in questo episodio canta e balla) alcuni semplicemente recitano le parole, ma il risultato complessivo è emozionante.

Under Pressure tristemente non fu mai interpretata dal vivo dai Queen insieme a David Bowie, tanto che qualche giornalista ignorante storse il naso per il video con duetto virtuale di Bowie con il defunto Freddie Mercury all’indomani della morte di Freddie, non ricordando che la versione originale del brano registrata in studio era un duetto dei due grandi cantanti che ora ci hanno lasciato entrambi.  Under pressure è contenuta nell’album Hot space dei Queen uscito nel 1982.

Terminator: The Sarah Connor chronicles

Andiamo indietro qualche anno fino alla sfortunata (cancellata dopo due stagioni) Terminator: The Sarah Connor chronicles. When the man comes around del grande Johnny Cash è un brano che fin dalla sua uscita (è compreso nell’album che Cash ha inciso poco prima di morire) è stata utilizzata da cinema e TV, l’elenco di film e serie TV in cui potete ascoltarla è da guinness dei primati, memorabili i titoli di testa de L’alba dei morti viventi di Zack Snyder. Il brano è pieno di riferimenti biblici soprattutto apocalittici, quindi è chiaro che abbia molto suggestionato sopratutto chi realizzava prodotti di quel tipo. La scena della prima stagione in cui il terminator Cromartie stermina una squadra dell’FBI e contestualmente dimostra all’agente che dava la caccia a Sarah che i suoi non erano vaneggiamenti è girata magistralmente, la soggettiva dal fondo della piscina che si riempie di cadaveri è un tocco da maestro, ma la voce da brividi di Cash che canta quelle parole la completa come nient’altro avrebbe potuto. When the man comes around è inserito nell’album American IV: The Man Comes Around uscito due mesi dopo la morte di Cash nel 2003, When the man comes around è uno dei pochi brani originali di un album che è quasi tutto composto da fantastiche cover.

Lucifer

In Lucifer c’è un sacco di musica, sia canzoni in versione originale che le numerose cover che sfruttano le indubbie doti canore del protagonista Tom Ellis. Nella prima categoria rientra Ain’t No Rest For The Wicked del gruppo Cage the elephant, classico caso di canzone che sembra essere scritta apposta per lo show, invece sono gli autori che sapientemente l’hanno utilizzata per introdurre il personaggio di Lucifer nel pilot della serie. Ain’t No Rest for the Wicked è uscita come cd singolo (il terzo per la band americana) nel 2008.

Fra le prove canore di Tom Ellis mi piace ricordare questa cover di I will survive in duetto con l’attrice e cantante Skye Townsend che nell’episodio 3×17 interpreta una superstar del pop la cui vita è in pericolo. Cosa curiosa sul maggior successo di Gloria Gaynor è che la prima pubblicazione nel 1978 fu addirittura come lato b di un singolo il cui lato a (quindi il brano considerato principale al momento dell’incisione) era una cover di un brano dei The Righteous Brothers intitolato Substitute.

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Person of Interest

Se la scelta di questo brano per il mid-season finale della prima stagione di Person of Interest è di Ramin Djavadi dimostra che oltre ad essere un grande compositore ha anche ottimi gusti musicali e una vasta conoscenza, se le cover strumentali di cui sopra erano scelte “facili” tutti artisti stra-conosciuti, When things explode degli UNKLE  (con il grande Ian Astbury alla voce) è probabilmente molto meno conosciuta. Se invece la scelta è di Nolan (il creatore della serie) o di Jeffrey Hunt che ha diretto l’episodio i complimenti vanno a chiunque l’abbia scelta. Per me questa scena è la prima che mi ha fatto iniziare ad innamorare della serie, costruire una scena del genere con in sottofondo una canzone che conoscevo ed adoravo ma non credevo fosse abbastanza conosciuta da ritrovarmela in un film o serie TV è stata davvero una bellissima sorpresa che gli autori mi hanno fatto.
When things explode è inclusa nello straordinario (ascoltare per credere) album War stories del 2007, terzo disco nella discografia degli UNKLE.

Sempre per Person of Interest non si può non citare lo straordinario uso fatto della splendida Welcome to the machine dei Pink Floyd nel finale della quarta stagione, per tutta la serie Finch e compagni si riferiscono alla straordinaria intelligenza artificiale che Harold ha creato chiamandola “La macchina” ancora una volta il titolo sembra scritto apposta … o chissà magari quando Nolan ha ideato lo show ha avuto l’idea di chiamare così la “machine” ispirato da questo brano.
Welcome to the machine è inclusa nell’album Wish you were here che i Pink Floyd pubblicarono nel 1975.

Sense8

Infine come dimenticare l’uso fatto nella prima stagione di Sense8 di What’s up dei Four non blondes? Anche in questo caso il cast canta (beh diciamo canticchia), ma non è davvero una cover, probabilmente le doti canore del cast non lo permettevano e nemmeno le dinamiche della scena, quindi cantano sopra la versione originale con Linda Perry alla voce. Per molti di noi questa scena è stata la prima che ci ha fatto davvero innamorare di questa serie e dei suoi protagonisti.

What’s up è contenuta nell’unico album mai inciso dalle Four non blondes (gruppo rock tutto al femminile) intitolato Bigger, Better, Faster, More! ed uscito nel 1992.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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