Raised by wolves: recensione prima stagione

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Comincio dal fondo per dire che il finale di stagione mi è piaciuto e spero che la serie continuerà, però se mi chiedeste di sintetizzare il giudizio sulla serie con un voto sarei in imbarazzo. Io con la prima stagione di Raised by wolves ho avuto tre fasi:

1) dopo il primo paio di episodi ho pensato che avrebbe potuto anche essere un capolavoro alla Battlestar Galactica, le potenzialità c’erano, cioè che oltre all’aspetto visivo (niente da dire, davvero pregevole) fosse fantascienza di spessore per i temi filosofici trattati;

2) per tutto il resto della stagione ho pensato che era “solo” un bello spettacolo con un buon cast, mezzi ingenti per messa in scena e una storia comunque avvincente seppur infarcita di incoerenze logiche

3) dopo questo finale di stagione mi viene da pensare (non a caso è intitolato the beginning) che la storia nelle intenzioni degli autori (e speriamo di HBO ma quello dipenderà dal pubblico) si potrebbe espandere in qualcosa di certamente meno profondo di quanto promesso dal pilot ma davvero epico, insomma più epopea spaziale che hard sci-fi, più Star Wars che Interstellar.

raised by wolves cast

I difetti che non le permettono di essere una grandissima serie: la contrapposizione tra credenti e atei viene sfiorata, poi abbandonata e francamente forse non hanno fatto male ad abbandonarla visto la maniera manichea ben oltre il limite del’irrazionalità in cui venivano rappresentati sia gli uni che gli altri.
La storia invece si è sviluppata su temi cari a Ridley Scott (che ha prodotto la serie e diretto i primi due episodi) , il pianeta morto (o apparentemente morto) che è più di quel che sembra perché all’insaputa (in questo caso) dei coloni ha una storia, una civiltà scomparsa.

Sicuramente fra i lati più positivi della serie abbiamo detto che c’è l’impatto visivo  (si vede sia che ci hanno speso soldi sia che chi ha diretto conosce il mestiere, specie i primi due episodi diretti da Ridley Scott) .
Bene anche il cast, perlomeno nei suoi elementi più significativi: benissimo Madre (Amanda Collin) e forse persino meglio Padre (Abubakar Salim). ma anche Marcus/Caleb (Travis Fimmel) che è un personaggio che ami odiare e a cui puoi rimproverare di essere scritto un po’ grossolanamente, da ateo convinto a invasato credente per colpa di qualche sussurro (anche se affettivamente avere una vocina esterna nella testa non è che non sia destabilizzante) ma sulla prova di Fimmel davvero niente da dire, dipinge uno “scoppiato” perfetto.
Ma mi è piaciuta molto anche Niamh Algar (Sue/Mary). Anche sui bambini non ho critiche particolari da fare, tranne forse per il broncio perenne un po’ sempre uguale di Winta McGrath (Campion) , ed è un problema visto che sembra destinato ad essere il prescelto tra i piccoli. Più convincente Felix Jamieson (Paul) il figlio di Marcus e Sue.

Il finale di stagione come ho anticipato sembra voler introdurre una storia con molti più elementi e personaggi di cui questa stagione è stata solo il prologo.
Francamente ho trovato il serpentone volante portato in gestazione da Madre alquanto trash, ma l’idea dell’inganno da parte di qualche entità o forza agente sul pianeta per usarla come incubatrice di una creatura ostile l’ho trovata uno sviluppo più interessante di un banale messia umano/androide generato da lei.
Aspetto con curiosità la seconda stagione sperando che la narrazione non si abbassi ulteriormente di livello e soprattutto spero che riusciranno a far combaciare gli elementi della storia del pianeta, qui ci sono forze all’opera apparentemente potenti, ma gli androidi hanno parlato di devoluzione delle creature.
Ammesso e non concesso che abbia significato scientificamente parlando non è quello il problema, il punto è che un giudizio più compiuto potremo darlo quando vedremo se la trama (di cui finora abbiamo molti elementi appena accennati) è un guazzabuglio o se il mondo immaginato da Aaron Guzikowski ha un senso e una coerenza.

Non ho l’Alzheimer, non ho citato la versione macchina da guerra di Madre perché in fin dei conti mi pare una buona cosa l’abbiano tolta di mezzo e che alla fine della narrazione sia stata utile solo come espediente perché c’era bisogno di distruggere l’Arca e portare via i bambini.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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