Star Trek: Picard 1×04, recensione episodio ‘Absolute candor’

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Ho fatto appena in tempo a scrivere la mia recensione cumulativa sui primi tre episodi di Star Trek: Picard in cui esprimevo tutto il mio entusiasmo per la serie che mi capita fra capo e collo questo Star Trek 1×04: Absolute candor che è certamente l’episodio che meno mi è piaciuto finora.

Che è successo nell’episodio

Poco, questo è il problema, ma ci torno tra poco. Picard prima di andare su Freecloud a cercare Maddox decide di passare su Vashti, in pratica un campo profughi per romulani che è diventato la loro dimora permanente, lo fa con lo scopo di fare ammenda per l’abbandono da parte della Federazione che ha fatto di lui uno spergiuro nei loro confronti, ma anche con lo scopo di rivolgersi alle suore guerriere di un ordine chiamato Qowat Milat per “assumere” una di loro (in realtà sono loro a scegliere te se la tua causa incontra i loro requisiti) ed invece riparte con l’unico membro maschio, Elnor, un giovane romulano che da bambino, ai tempi dell’evacuazione, si era affezionato all’ammiraglio Picard.
Nel cubo Borg reclamato dai romulani Narek continua col suo approccio lento nei confronti di Soji tenendo a bada a stento l’impaziente sorella.
A fine episodio subito dopo il ritorno di Picard ed Elnor arriva provvidenzialmente ad aiutarli in una situazione disperata con un falco da guerra romulano una vecchia conoscenza dei fan di Star Trek: Voyager, Sette di Nove.

Recensione Star Trek 1×04

Voglio essere chiaro: la qualità della serie non è precipitata e ci sono state alcune note positive (oltre al gradito arrivo di Sette di nove), ho deciso che adoro la dottoressa Jurati, amo le diverse copie olografiche del capitano Rios, diverse tra loro e diversissime da lui, una buona prova di recitazione per Santiago Cabrera che dunque forse scopriremo essere più di un sex symbol latino.
Il mio problema con questo episodio non è stato nemmeno il flashback e il tempo passato da Picard su Vashti che di per se non è stato malaccio, anzi ci ha fatto scoprire qualcosa di nuovo sulla cultura romulana, le suore guerriere che hanno adottato una filosofia di vita opposta rispetto alla cultura dominante della società romulana, privilegiando un’onestà senza filtri rispetto al doppio gioco e agli intrighi.

star trek picard 1x04

Il problema è che mi sono reso conto che nel quarto episodio di una serie di soli dieci episodi che punta su trama orizzontale e intrighi la suddetta trama non è avanzata di un centimetro, vero che essendo stata rinnovata per una seconda stagione prima ancora del suo debutto, non sarebbe una novità se tutta la prima stagione si rivelasse un’introduzione e la storia entrasse nel vivo dopo, ma lasciatemi dire che lo troverei frustrante, da qui la mia inquietudine che mi ha portato a non apprezzare l’episodio tanto quanto avrei voluto.

Come non bastasse laddove le poche scene con la Jurati mi hanno deliziato (se volessimo fare una critica sarebbe che è il classico personaggio scritto apposta per farlo amare: scienziata, nerd, a prima vista fuori posto in un’avventura, graziosa più che bella, di una bellezza familiare e rassicurante,) Raffi al contrario mi da sui nervi. Non capisco perché un uomo (mi riferisco a Rios) può essere figo e d’azione e allo stesso tempo leggere libri sul dolore di vivere con la consapevolezza della morte, mentre una donna  o è nerd come la Jurati o se è donna d’azione è chiusa di mente (se non di cervello corto)? Raffi è consapevole del valore delle suore combattenti ma quando Picard arriva a bordo con Elnor (già i romulani sembrano elfi, adesso pure i nomi lo sembrano) irride la nuova recluta chiamandolo “un ragazzo con un bastone”.

A onor del vero ci sarebbe qualcosa da dire anche sulle battute scritte per la Jurati o perlomeno per una di esse, quando dice a Rios (a proposito dell’argomento del suo libro) che una conversazione sul dolore esistenziale di vivere con la consapevolezza della morte non è nelle sue corde… strano trattandosi della “maggior esperta su tutto il pianeta Terra in materia di intelligenza artificiale” ti aspetteresti che un tale argomento filosofico sia proprio nelle sue corde, ma probabilmente di piccole cose del genere ce ne saranno state pure negli episodi precedenti e stavolta l’ho notata proprio per l’insoddisfazione verso il non sviluppo della trama.

Il flashback di Picard ci stava, ma quante altre volte ci devono spiegare che la Federazione ha mancato e che anche se incolpevole di conseguenza ha mancato (se non altro perché dopo il tradimento della Federazione si è ritirato del tutto invece di provare a fare quel che poteva, a salvare qualcuno visto che non poteva salvare tutti) anche Picard? Soprattutto non impiegateci quasi un intero episodio.
Non ha aiutato che anche sul cubo Borg di passi avanti nemmeno l’ombra. se non consideriamo tale il timido tentativo di Narek di instillare il dubbio in Soii sulla veridicità dei suoi ricordi. La “conversazione” (io lo chiamerei più incontro sado-maso tra domina e sub) tra Narek e la sorella è esattamente identica ad una che avevamo visto in precedenza. Avrebbero perlomeno o dovuto mandare avanti il piano di Narek (fermo restando che è molto probabile che al dunque si rivelerà davvero innamorato di Soji e salterà la barricata) o in alternativa darci qualche briciolina su cosa vuol dire che Soji è la distruttrice.

Ora la storia dovrebbe ripartire in quarta, suppongo nel prossimo episodio si arriverà a Freecloud, speriamo bene.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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