Star Trek Picard 1×10: recensione episodio Et in arcadia ego (parte II)

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E così la prima stagione di Picard si conclude con questo Star Trek Picard 1×10: Et in arcadia ego (parte II). Giudizio? Mettiamola così: tutto sommato sono contento l’abbiano fatta ma sarei stato più contento se fosse stata una miniserie che ci raccontava la fine eroica di Picard. Per carità Picard è un personaggio iconico che sarebbe andato bene considerare immortale e immutabile come gli eroi dei fumetti, ma se decidi di richiamare il più che attempato interprete originale per narrarne la vecchiaia e la fragilità, che pure non hanno offuscato le sue migliori qualità, allora meglio sarebbe stato narrarne la fine per quanto commovente (se non addirittura straziante) sia stata la scena della sua morte.

Che è successo nell’episodio

Stavolta si può davvero riassumere in pochissime righe: quesito dell’altra volta Jurati finge o è davvero bipolare e ha cambiato parte di nuovo? Stava fingendo. Il dottor Soong si rivela non tanto scienziato pazzo e quando scopre cosa ha fatto Sutra cambia squadra pure lui. I nostri si trovano persino momentaneamente a collaborare con Narek, l’urgenza più grossa è fermare Sutra e Soji dal chiamare i potenti esseri dell’Ammonimento che spazzerebbero via tutta la vita organica, d’altro canto per Picard questo non può voler dire sacrificare Soji e la sua gente come farebbero i romulani. Si arriva a un confronto tra romulani e flotta stellare che arriva in forze comandata da Riker, ma starà a Soji (stimolata da tutte le migliori qualità di Picard: spirito di sacrificio, speranza, coraggio) evitare sia lo scontro che il genocidio degli esseri organici decidendo di spegnere il dispositivo di comunicazione.
Picard muore per lo sforzo che aggrava la sua malattia ma la sua coscienza viene digitalizzata e riversata in un corpo sintetico. Corpo a cui però si decide di dare le fattezze dell’ultima versione di Picard, quella anziana, e un’aspettativa di vita pari a quella che avrebbe avuto senza la malattia.

Recensione

Che dire? Jurati era prevedibile, l’alternativa sarebbe stata peggiore come ho spiegato nella scorsa recensione. Morte di Picard molto molto commovente annacquata dal finale, tra l’altro se questa vicenda è finita la seconda stagione sarà su cosa? una nuova storia? Mah! Per me avrebbe dovuto essere una miniserie.
Triangolo Soji-Jurati-Rios evitato (evidentemente non era mai stato nei piani, meglio così) e interesse sentimentale Rios-Jurati cristallizzato e confermato.

Bella la scena in cui Raffi e Elnor piangono separatamente Picard, sono gli unici due che lo conoscono da anni, giusto ed appropriato che venga mostrato siano i più colpiti dalla morte e che sentano un legame speciale per quello, come se gli altri non potessero capirli.

star trek picard finale prima stagione

Sempre bene badass Sette di Nove che uccide Narissa  (in combattimento non a sangue freddo). Morte che mi ha sorpreso quella della romulana tanto gnocca quanto odiosa, ma solo perché non avevo idea che la storia della prima stagione si sarebbe conclusa e l’annunciata seconda stagione sarebbe ripartita con una nuova storia.
Infine, ed è la cosa più importante, come previsto rispettato l’ottimistico spirito trekkie con la vittoria dell’apertura all’altro e della speranza sulla paura e la chiusura. Personalmente non sono una persona ottimista, ma non puoi snaturare lo spirito del franchise, Roddenberry si rivolterebbe nella tomba e non lo merita.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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