Telefilm consigliati: Fringe, una serie stupenda e imperfetta

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Il 9 settembre 2018 ricorre il decennale della messa in onda del primo episodio di Fringe, la serie creata da J. J. Abrams, Alex Kurtzman, e Roberto Orci. È una delle serie che più ho amato in tutta la mia storia di serial addicted, quindi ho pensato di fare un post per consigliarne il recupero a chi, magari per motivi anagrafici, dovesse essersela persa.

Perché scrivere nel titolo di un articolo dedicato alle serie tv consigliate che una serie è imperfetta? Perché oggettivamente lo è, più che imperfetta, nelle ultime due stagioni per ragioni su cui si possono fare solo ipotesi, gli autori hanno stravolto e sostanzialmente violentato il complesso intreccio narrativo dello show e sono giunti a un finale che per quanto emozionante ha pure un buco di logica che lo rende impossibile. Non posso entrare in particolari sui suddetti misfatti perché questo è un articolo di consigli e non una recensione, li trovate facilmente nel fandom se preferite spoilerarvi prima di decidere se intraprendere la visione, se avete seguito la serie e state leggendo l’articolo perché l’avete amata sapete a cosa mi riferisco.

Eppure, come vi dicevo, sono qui per consigliarvi il recupero. Voi direte che ho iniziato male e già vi è passata la voglia, io provo a farvi cambiare idea citando tutte (anzi quelle che mi vengono in mente e che non sono spoiler, ce ne sono molte altre) le cose che troverete in questo show:

1) Una serie che dichiaratamente si propone come la nipotina di X-Files, con una divisione dell’FBI che indaga su casi misteriosi, rivela una trama orizzontale più complessa ed avvincente (a mio modesto avviso) di quella del complotto della prima. Fino alla fine della terza stagione la serie è pressoché perfetta ed in effetti si conclude un primo ciclo narrativo che se ci si fosse fermati lì avremmo potuto definire pressoché perfetto, l’unica cosa che avremmo potuto lamentare sono i numerosi spunti narrativi che non si era avuto il tempo di approfondire, ma la storia sarebbe stata completa.

2) Le due stagioni seguenti aldilà delle critiche alle scelte narrative che in alcuni casi sono un insulto alla mitologia della serie, rimangono comunque impreziosite da un cast affiatato e talentuoso in stato di grazia dal primo all’ultimo episodio della serie.

3) In questa serie trovate una delle più belle (per me la più bella) storia di amore di un genitore per il figlio che siano mai state narrate e uno dei più complicati ed emozionanti rapporti padre-figlio, non a caso a 5 anni dalla conclusione della serie Joshua Jackson e John Noble twittano uno le cose che sta facendo l’altro e quando uno lavora in teatro l’altro lo va a vedere.

fringe walter bishop john noble

John Noble in Fringe nel ruolo di Walter Bishop

4) In Fringe trovate anche una classica storia d’amore tra un giovane uomo e una giovane donna, una delle più romantiche, ma allo stesso tempo vere, non per le vicende fantascientifiche che vivono i personaggi ma perché è una storia d’amore di due giovani adulti, danneggiati da un’infanzia difficile, sotto molti aspetti molto più vecchi dei loro anni, ma che di fronte all’amore sono impacciati come adolescenti perché probabilmente per entrambi è il primo amore vero della loro vita. Non so se la evidente buona chimica tra Joshua Jackson e la splendida Anna Torv (specie nelle prime stagioni) sia dovuta davvero al fatto che tra i due inizialmente ci sia stata un’attrazione che ha rischiato di mettere in crisi il rapporto di Jackson con la sua fidanzata di allora Dianne Kruger, non mi interessa il gossip, ma se è andata così possiamo egoisticamente esserne contenti come spettatori.

5) Finora ho parlato dei tre protagonisti principali, ma in Fringe ci sono una moltitudine di personaggi, tutti interpretati da ottimi attori, in alcuni casi da grandi attori, i regular che dividono praticamente tutto l’arco narrativo con i nostri tre protagonisti, ma anche dei personaggi ricorrenti assolutamente eccezionali. Specialmente tra i “cattivi” mi piace ricordare il personaggio interpretato dall’immenso Jared Harris ma anche quello interpretato dall’attore francese Sebastian Roché che forse ricorderete come Balthazar in Supernatural. A proposito dei personaggi interpretati da questi due attori se vi dico che quello di Harris si chiama David Robert Jones (vero nome di David Bowie) e quello di Roché si chiama Thomas Jerome Newton (il nome del personaggio che Bowie interpreta in L’uomo che cadde sulla Terra) non è già ragione sufficiente per volerlo recuperare? Per me lo sarebbe. 

fringe serie tv fantascienza

Fringe

Ci sarebbe altro da dire sulla complessità dei ruoli (notate bene il plurale) interpretati dai singoli attori ma non voglio assolutamente spoilerare nemmeno le linee più generali, io stesso ho recuperato Fringe, subito dopo la sua conclusione, avevo iniziato a pensare che fosse una serie che mi sarebbe piaciuta quando era già alla terza, già giravano voci di una prossima conclusione, pensai di aspettare e vedere tutto insieme. Eppure io arrivai completamente vergine da spoiler e quando a fine prima stagione fu chiaro dove si andava a parare sia con la storia di Peter (il personaggio di Jackson, il figlio nella coppia padre-figlio, il padre è il grande Walter Bishop interpretato appunto da Noble) che con la trama orizzontale l’entusiasmo fu fortissimo, va bene lo scrivo in bianco se volete leggere vi basta evidenziare: universi paralleli ed ecco perché parlavo di personaggi interpretati dai singoli attori.
Sono riuscito nel mio compito? A convincervi che è una serie comunque da vedere anche se hanno ragione quelli che la pensano come me sulle scelte narrative delle stagioni quattro e cinque?

Se hai già visto Fringe, ti potrebbero interessare:

Fringe: che fine hanno fatto gli attori protagonisti?

Fringe, frasi e citazioni per ricordare la serie tv

Share.

About Author

Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

Leave A Reply