The OA: la recensione della 2 stagione della serie Netflix

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr +

Io ho un solo problema con la seconda stagione di The OA, non se mi sia piaciuta o no, l’ho adorata! Non se è oggettivamente una serie di qualità, sono certo che lo sia. Il problema è se dovrei/potrei scomodare la parola capolavoro.

Innanzitutto fin da subito risvegliandosi Prairie in un’altra dimensione hanno iniziato la stagione togliendomi dall’atroce dubbio se il suo racconto potesse essere frutto di fantasia, cosa che avrei detestato, avevamo investito troppo nella storia e soprattutto sarebbe stato devastante per gli amici/seguaci che aveva radunato.
La seconda stagione di The OA è profondamente diversa dalla prima, molto più piena di azione, ma non c’è uno stravolgimento o un cambio di rotta, ho avuto anzi fin dall’inizio l’impressione che durante la prima stagione stessimo osservando dal buco della serratura e che in questa pian piano ci stavano spalancando la porta per farci dare una lunga occhiata complessiva. Ho amato sia la storyline di Prairie/Nina nella nuova dimensione che gli episodi interamente dedicati alla gang di Steve, French, Buck etc…

the oa 2 recensioneLa cinematografia dal punto di vista visivo è costantemente eccellente, Karim è stato un inserimento davvero coi controfiocchi, un quasi protagonista inserito a fine prima stagione (beh una versione diversa di lui) che in breve diventa il numero due del cast dopo la protagonista assoluta (la cui interprete, Brit Marling è anche creatrice dello show non dimentichiamolo). Se devo esprimere una preoccupazione, più che fare una critica, è che la stagione ci lascia peggio della prima in tema di cliffhanger, spero la Marling l’abbia scritta avendo più che ragionevoli speranze che ce ne sarà una terza.

Visto che siamo in tema di finale di stagione devo dire che l’idea “Nightmare – Nuovo incubo” per quanto non nuova appunto perché vista nel suddetto film, cioè che la storia che stiamo seguendo irrompa in una realtà in cui la stanno raccontando come un film (o una serie), a priori non mi dispiace, vedremo cosa ci porterà, tra l’altro non è nemmeno logicamente strano che in una realtà del multiverso quella degli altri ispiri un’opera di fiction, ci hanno detto che sogni e déjà vu spesso sono delle fugaci occhiate date alle altre dimensioni del multiverso, perlomeno quelle in cui ci sono gli “echi” della vita della persona che influenzano quella delle controparti, quindi era logico che se avesse sperimentato qualcosa del genere una persona che lavora nello spettacolo avrebbe potuto prenderne spunto. Spero che nella eventuale terza stagione ci spiegheranno la realtà in cui Brit Marling e Jason Isaacs recitano “se stessi” in questo modo.

the oa stagione 2Se devo fare una critica alla Marling la faccio per la frase che fa pronunciare a Prairie in uno dei primi episodi della stagione “La logica è sopravvalutata”. In realtà cara la mia Marling la logica è un metodo e Prairie e Karim iniziano un’investigazione che fa ampio uso della logica, senza contare poi la casa e i rompicapi che richiedono pensiero logico, credo che quello che la Marling volesse far dire a Prairie è che non ha preconcetti che le impediscano di vedere la realtà che le si para innanzi anche se sembra assurda, sono due cose molto diverse. Una volta che hai appurato (per dirne una) l’esistenza del multiverso con dimensioni parallele e realtà solo di poco differenti dalla nostra inserire questo dato di fatto nei ragionamenti non è affatto illogico, anzi è esattamente il contrario.

Un’altra possibile critica al finale è che si prospetta una nuova stagione in cui Homer e Prairie si sono semplicemente scambiati i ruoli, sarà lui a dover convincere lei, spero però che la Marling saprà scrivere la stagione in modo da non farci sentire la situazione come ripetuta.

Come vedete vado a cercarmi possibili critiche alle intenzioni sulla stagione che verrà, perché in questa, proprio non riesco a trovare difetti; su personaggi e interpretazioni non mi dilungo, i primi sono tutti (o quasi) meravigliosi, le seconde tutte pienamente soddisfacenti (nel peggiore dei casi, rimarchevoli negli altri). Venendo ad alcune critiche: la piovra telepatica, molti non l’hanno capita e hanno obiettato che è stata inutile, in effetti la parte relativa alle performance di Nina non aveva bisogno della piovra, ma non mi ha disturbato, non è un di più, secondo me ha la stessa funzione degli alberi, completare il disegno del multiverso descritto da Marling con una nota ecologista e lo fa senza dedicargli troppo screen time in fondo. Speriamo che la terza stagione arrivi e che stavolta ci facciano aspettare meno di due anni e tre mesi!

Share.

About Author

Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

Leave A Reply