The Passage 1×03: recensione “That Never Should Have Happened to You”

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Bene, meglio di quanto sperassi, questo terzo episodio The Passage 1×03: That Never Should Have Happened to You mi è talmente piaciuto che mi ha fatto cambiare idea su quanto avevo scritto la seconda settimana nella recensione dell’episodio 1×02, sulla necessità degli autori di sbrigarsi ad arrivare al punto di rottura e a non trascinare l’apparente status quo nella sede del progetto Noah, se mi danno episodi come questo per ora sto bene così.

Che è successo nell’episodio

Quasi tutto in un sola location stavolta (a parte i flashback sul tragico passato di Shauna e il poco screen time dedicato alla moglie di Brad che si rivolge a una giornalista per cercare di far emergere la storia) cioè la sede del progetto Noah dove mentre da un lato Amy e Brad decidono di fingere di stare al gioco solo per raccogliere informazioni utili alla fuga, dall’altro si decide di mettere a morte Shauna per l’uccisione dell’inserviente.

Fanning consiglia a Shauna di non arrendersi e usare i suoi poteri mostrando la sua storia a Clark Richards, una storia terribile, prima di diventare una vampira Shauna non era affatto una spietata killer ma una ragazza abusata dal patrigno (dagli 8 ai 16 anni) che dopo l’ennesimo sopruso ed aver scoperto che la madre era consapevole del suo inferno li aveva (più che giustamente) uccisi entrambi, l’espediente funziona e Richards risparmia la vita della vampira proprio in extremis. Brad dal canto suo apprende finalmente tutta la verità sul progetto Noah grazie alla collaborazione (in diversa misura) di Lawrence (l’inserviente simpatico) , di Anthony (il ragazzo di colore, penultimo infettato prima di Amy) e di un sempre più preoccupato dottor Lear.

Recensione

Ho anticipato il giudizio positivo, le interpretazioni mi convincono, persino su Caroline Chikezie  (la dottoressa Sykes) su cui avevo espresso il mio pregiudizio per la sua partecipazione a quella fantozziana corazzata Potemkin conosciuta come The Shannara Chronicles, non ho nulla di particolare da ridire, anche se finora certo il suo personaggio non spicca per interesse. Oltre Brad ed Amy mi risultano sempre più convincenti sia Fanning, che Shauna che Clark (e dunque i rispettivi interpreti).

the passage 1x03Entrando nello specifico di quanto visto nell’episodio se la qualità di quanto mostrato mi ha tolto l’urgenza di saltare avanti nella storia vorrei approfondire il significato della storia di Shauna. Premesso che continuo ad essere completamente scevro di spoiler provenienti dai libri e spero di riuscire a mantenermi così il più a lungo possibile, trovo ironico il fatto che la Shauna umana non fosse un’assassina (o meglio lo è solo tecnicamente, perché il suo uccidere madre e patrigno era sacrosanto, non giustificato SACROSANTO, non mi fate incazzare che sono reduce dalla visione di The Punisher e io sto con Frank, certa gente sottoterra deve andare), che quelli del progetto Noah l’abbiano uccisa una prima volta trasformandola in una vampira (dando per scontato che non ci sia ritorno) e che abbiano evitato (o meglio Clark ha evitato) di giustiziare la vampira, cioè colei che davvero è un mostro assassino, in virtù dei torti ripetuti subiti nella vita da Shauna, se non è amara ironia questa! Ora mi chiedo che ne faranno di questo, cioè come si evolverà Shauna nella storia? In quanto vampira della sua umanità non è rimasto più nulla? O mostrandoci la sua storia ci suggeriscono che potremmo avere sorprese da lei? Se le battute scritte dagli autori non sono casuali devo dire che mi ha fatto rizzare le antenne che Fanning le dica “mostragli chi sei” non chi eri, potrebbe voler dire che nei vampiri rimane abbastanza della loro personalità originaria?

Altra considerazione: in questo episodio la piccola Amy ha avuto una posizione di minor rilievo eppure mi sono goduto la puntata lo stesso, dunque il mio giudizio positivo sui precedenti episodi non era dovuto solo al mio “innamoramento” per la bambina. Mi lascia ancora molto perplesso che la dottoressa e anche Clark (che pure sta sperimentando i sogni e ha appena appreso che non si tratta di sogni ma di comunicazione) non siano preoccupati di quanto sta avvenendo, non si accorgano del potere che Fanning sta acquistando, addirittura altri membri dello staff sono ancora convinti che i vampiri siano catatonici. Non mi è chiaro se ci sia una strategia nel contattare alcuni ed altri no da parte dei vampiri, i membri non contattati semplicemente non sono stati a contatto coi vampiri? Non credo, la dottoressa lo è stata di certo, ma aspetterò fiducioso anche perché alla luce delle cose dette in questo episodio l’aspettare di passare all’azione da parte di Fanning ha un senso che la scorsa settimana non potevo vedere, il fatto che pare che i poteri suoi (e forse anche degli altri vampiri) crescano in proporzione a quante più persone entrano nella sua “rete”, forse non ha ancora abbastanza potere per essere sicuro di sopraffare la sicurezza ma conta di averlo presto.

Altro particolare interessante: quando Amy è stata infettata lui è sembrato percepire immediatamente la nuova aggiunta e mi è sembrato che abbia avuto una reazione come “questo è qualcosa di nuovo”. Mi chiedo se Amy entrerà in qualche modo come un pezzo importante nei suoi piani e questo lo porterà a cambiare la sua strategia giustificando ai fini narrativi un ulteriore ritardo nell’inevitabile precipitare delle cose nel laboratorio.
La scorsa settimana dando il mio giudizio non completamente positivo sul dedicare ben due episodi alla inutile fuga avevo scritto che era servita solo a far morire una persona buona ed onesta, non so se nel proseguo si rivelerà un personaggio davvero importante ma felice di aver scoperto che in realtà l’istruttrice di Brad non sia morta, anche se per ora della storyline sua e dell’ex moglie di Brad non so che farmene e spero non le dedichino più screentime di così.

the passage amy

Bene bene bene, attualmente, per quel che vale come considerazione in una recensione, The Passage è decisamente la mia serie preferita tra le decina in programmazione in questo periodo. Infine il fatto che Brad non dica niente ad Amy lo trovo così naturale, così scontato, una cosa così normale che nemmeno vale la pena di commentare, direste a una bambina rapita e tenuta prigioniera: “Sai che i vampiri sono reali e ti hanno appena infettata col virus del vampirismo?”.

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