Z Nation 5×08, recensione e commento di ‘Heartland’

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Il giudizio sintetico su Z Nation 5×08: Heartland è benino o se volete bene, ma non benissimo, meno divertente, per quel che mi riguarda, dei precedenti due episodi, ma meglio dei primi cinque della stagione.

Che è successo nell’episodio

Episodio senza Murphy e ciò è male, comunque Doc e George si riuniscono a 10k, Addy e Warren presso la fattoria dove vengono creati i bizkit, anche questa è stata attaccata ed è nel caos, il piano di Pandora è chiaro da un po’, voleva una rivolta e il modo più semplice per ottenerla era affamare i talkers in modo che diventassero zombie senza cervello. Nell’episodio facciamo conoscenza con Finn un nuovo amico (e qualcosa di più) di Addy, appena in tempo per vederlo morire (ucciso da Pandora e il suo sgherro) e tornare come talker, sorte migliore del talker Charlie che si era immolato per salvare gli altri talker cedendo il proprio cervello pezzetto per pezzetto. A fine episodio di nuovo il gruppo si divide, tutti i nostri puntano a chi comanda il flusso dell’acqua a monte della fattoria, tranne Addy che rimane con Finn, ma succede subito qualcosa e l’episodio si chiude con Doc colpito da una freccia.

Recensione Z Nation 5×08

Innanzitutto, come mio solito, antepongo cosa mi ha disturbato, due scene: la prima è quella in cui goffamente 10k e Doc cercano di riunire i talker della fattoria dispersi, la scena da pasticcioni alla Stanlio ed Ollio non mi ha molto divertito perché trovo questo modo di presentare Doc e 10k incoerente. I nostri sono sempre stati presentati come dei tremendi duri che se la cavano alla grande nell’apocalisse, la comicità è sempre stata generata in altro modo, ad esempio nel caso di Doc dal suo essere un simpatico “fattone” non dell’essere una specie di mr. Bean. Più fastidiosa la seconda, il fatto che nessuno conosca Pandora, tanto che si nasconde come una talker qualsiasi in mezzo agli altri, o meglio, non è strano che i nostri, nuovi della nascente Newmerica, non la conoscessero, ma non è credibile che George non avesse mai notato una con una maschera che copre mezza faccia che si aggirava sempre attorno alle stanze del potere di Altura dove la stessa George era abbastanza di casa.

z nation 5x08 riassuntoPremesso quanto sopra aggiungo che fra tutte le gag trash/comiche dell’episodio l’unica che mi ha divertito è quando Charlie si versa della salsa sul cervello per renderlo più appetibile, però l’episodio ha altri punti di forza e mi ha fatto persino un po’ rivalutare l’impostazione da militanti del politically correct presa dalla stagione.
Ho scritto decine di volte che subito dopo e a corollario del divertimento trash il più grande merito di Z Nation è la capacità di commuoverti un po’ a tradimento, quando meno te l’aspetti, la morte di Charlie ha avuto questo effetto su di me ed il bello è che arriva dopo che Charlie era stato presentato nella maniera che meno avrebbe dovuto portare a sentire qualcosa per lui, lui è la gag trash centrale dell’episodio, lui è il talker con il cranio aperto da cui si tolgono piccoli pezzi di cervello per nutrire gli altri talker ed impedire il passaggio a zombie senza cervello. Poi, però, ce lo fanno conoscere tramite il simpatico Finn, ci fanno sapere che si è offerto in sacrificio per quel compito conscio di quanto stava facendo, si è letteralmente auto-immolato offrendo il proprio corpo (il proprio cervello) perché gli altri talker potessero continuare a vivere invece di diventare una minaccia in cerca di carne umana e dunque da eliminare. Persino il fatto che gli viene data la pace con un gesto volutamente ridicolo, estraendo con una piccola forchetta l’ultimo pezzo di cervello, non diminuisce il valore emotivo della scena, rinforzato da quanto successo prima.

Quanto successo prima è la frase pronunciata con rabbia e rassegnazione da Doc “fanculo sia umani che talker forse gli zombie l’hanno vista giusta” (aveva appreso che chi sta sabotando Newmerica e i progetti di convivenza pacifica probabilmente non sono solo umani e che Dante è stato fatto a pezzi da talker), chiaro che il sacrificio di Charlie è la risposta a Doc, ci sono sempre anche le brave persone per cui vale la pena di lottare, con cui vale la pena di lottare. D’altro canto il fatto che non ci siano umani cattivi da una parte e talker tutti buoni dall’altra rende meno stucchevole l’impostazione politically correct che usa i talker come metafora delle discriminazioni reali del nostro tempo, come a dire non è che tra neri, migranti, omosessuali e qualsiasi altra minoranza discriminata non ci siano stronzi. Dunque direi che a me queste due scene, e le considerazioni che implicano mettendole in relazione bastano per assegnare all’episodio una sufficienza più che abbondante.

Le recensioni di Z Nation

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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