Z Nation 5×09: recensione di ‘Water Keepers’

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Il giudizio su Z Nation 5×09: Water Keepers è che non si sono sprecati, un episodio da sufficienza, una sufficienza cercata col minimo sforzo. Questa è l’impressione che mi lascia la nona puntata di Z Nation 5, tanto che se fossi un insegnante che deve giudicare sarei tentato di fare l’antipatico e dire: il compitino vale sei ma metto cinque per la pigrizia.

Che è successo nell’episodio

George e Warren raggiungono Doc e 10k alla volta dei guardiani dell’acqua (una tribù indiana che ha il controllo della diga). Inizialmente vengono fatti prigionieri ma poi si prosegue col trend della stagione di riunirli con conoscenze fatte nelle stagioni precedenti. In questo caso si tratta di due indiane conosciute nell’episodio “We Were Nowhere Near the Grand Canyon”, Kuruk e Ayalla. La prima è la figlia del capo tribù e vorrebbe convincere il padre a fuggire (la diga rischia di crollare per via di ripetuti attacchi di sabotatori), mentre il padre che è anche un esperto della diga, vuole rimanere. L’episodio vede un nuovo attacco di un temibile talker sabotatore che sembra un ninja e la strategia dei nostri per contattare il padre di Kuruk all’interno della diga che passa per un viaggio astrale (effettuato da Doc, Warren e Kuruk) tramite regno degli spiriti con l’aiuto dell’uomo della medicina. Il padre di Kuruk finirà ucciso ma tornerà come talker e l’attacco sarà sventato anche se con molta difficoltà.

Recensione nono episodio di Z Nation 5

Niente Murphy e niente Addy, ma come l’avevamo appena ritrovata! Non ho idea se questa trasformazione (di fatto) di Murphy da protagonista e regular o addirittura recurring sia dovuta ad impegni dell’attore (lo spero per lui), stesso discorso per il personaggio della Baranova (Addy), non è nemmeno essenziale scoprirlo ai fini della recensione, certo è che se è decisione della produzione è una decisione idiota, perché lo show ne soffre.

Detto questo e considerando dato ormai acquisito che anche se in questa stagione ci hanno mostrato tutti i personaggi ancora vivi, in realtà giri attorno a solo quattro protagonisti, tre della vecchia guardia (Warren, 10k e Doc) e George. Il giudizio sull’episodio pur scevro da questi pregiudizi negativi non è entusiasta, il meglio che posso dirne è che in puro trash stile Z Nation dentro c’erano zombie, fantasmi e un ninja mezzo zombie (un talker). Il fatto è che niente mi ha davvero entusiasmato né divertito in maniera particolare, la parte romantica (si fa per dire) tra Doc e Kuruk non pervenuta, mi è scivolata addosso. Tra le cose leggermente migliori indico il giovane scazzatissimo uomo della medicina, le faccette di 10k (si non sono impazzito, il da me mai amato 10k) Nat Zang è un non attore ma ha delle espressioni stralunate che in mancanza d’altro strappano un mezzo sorriso, le corna di cervo applicate come nuova protesi sul moncherino di 10k, così il ragazzo tornerà alla sua sola ragion d’essere, il cecchino infallibile “the best shot in the apocalypse”. Lo spirito di Doc che possiede 10k svenuto è probabilmente la parte più divertente dell’episodio che alla fine può essere liquidato come un sincero omaggio agli indiani d’America che certo non sorprende da parte degli autori di Z Nation ma che in nessuna sua parte fa rotolare dal ridere né commuove come alcune scene degli episodi precedenti.

Solo un fan affezionato ai protagonisti poteva godere questo episodio, anche un appassionato di trash se avesse iniziato qui Z Nation difficilmente avrebbe trovato un motivo per saperne di più.

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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