Z nation 5×11: recensione di Hackerville

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Meglio, non benissimo ma con Z Nation 5×11: Hackerville la serie si è risollevata dal punto bassissimo toccato la scorsa settimana con la decima puntata. Non siamo a livelli da entusiasmarsi (non che Z Nation mi abbia mai realmente entusiasmato, quella è una parola grossa, ma molto divertito sì) ma forse questa è colpa mia, un po’ di stanchezza verso la serie, perché l’episodio mi ha dato quel che mi aspetto da Z nation.

Che è successo nell’episodio 5×11 di Z Nation

z nation 5x11

Episodio che a differenza del precedente coinvolge tantissimi personaggi in più location, a Limbo abbiamo Murphy, Addy, Doc e 10K che ricevono la visita di Estes a caccia di talkers. Alla fine il capo di Altura e i suoi li trovano e rastrellano e Murphy si unisce volontariamente ai catturati. George e Warren vengono raggiunte da Citizen Z ad Hackerville dove chiedono aiuto agli hacker per superare il sistema di difesa di Altura e permettere a Kaia di introdursi nell’ufficio di Estes. Prima di dover fuggire la simpatica eschimese riesce a scoprire che Dante era una capro espiatorio designato e un documento pieno di omissis che allude a un “final mercy” che ha una sinistra assonanza con la “soluzione finale” di hitleriana memoria. Terza location il laboratorio della dottoressa Sun che insieme a Red si trova a dover dare la pace a un’amica di Red, una talker imprigionata in uno spaventoso ciclo di morte tra orribili sofferenze e “rinascita” come talker (per via della somministrazione del sangue di Murphy).

Recensione

Che ho sempre scritto su Z Nation? Unica ragione d’essere le gag e ogni tanto molla un pugno nello stomaco di un certo effetto. La gag ovviamente (do sempre per scontato che chi legga abbia visto l’episodio) è l’eliminazione degli zombie che attaccano hackerville a mezzo di droni in un videogame “reale”, se volessimo essere per forza critici potremmo dire che avevano fatto qualcosa di molto simile con l’eliminazione degli zombie radioattivi nella centrale nucleare col robot radiocomandato munito di laser, ma la scena di ieri è stata decisamente un upgrade rispetto a quella, molto più divertente e spettacolare.

Il pugno nello stomaco invece è la scena nel laboratorio di Sun, se si sceglie di portare la sospensione dell’incredulità a livelli massimi e dunque di non ridere per il solo concetto di talker o per il loop di morte e rinascita, quella scena diventa molto forte emotivamente, se poi fosse stata recitata da attori migliori e girata da un regista più sapiente avrebbe potuto essere straziante, comunque ad onor del vero Sydney Viengluang (Sun) e Natalie Jongjaroenlarp (Red) hanno dimostrato in questa scena di non essere il peggio del cast di Z Nation.

Per il resto devo segnalare solo due cosette. La prima a proposito di Murphy, certo che il suo personaggio è cambiato molto, maturato, ha trovato la decenza umana (anche se degli sprazzi li ha mostrati fin dalla prima stagione) nel corso dell’Apocalisse ed ora è perfino altruista, non riesce a non fare nulla vedendo i talker trattati così ingiustamente ed arriva persino a scegliere di condividere il loro fato pur di non abbandonarli. La seconda è che dopo questo episodio la mia idea che Estes fosse consapevole ma solo succube di Pandora non è più così convinta, in effetti Estes sembra davvero il gran capo dell’operazione e tutt’altro che una marionetta.
Una sola cosa mi ha disturbato nell’episodio: ad Estes suona un allarme intrusione nel suo ufficio mentre si trova a Limbo in attesa che spuntino i talker tenendo bloccati Murphy, Doc, 10k ed Addy, si alza in gran fretta, dice ai suoi uomini di andare di corsa ad Altura, poi invece si limita a dare voce alla sicurezza ad Altura e rimane lì a stanare i talker nascosti da Murphy. In realtà avrebbe anche senso, avrebbe mai avuto il tempo di arrivare ad Altura prima che Kaia uscisse?  Però perché la battuta in cui dice di andare? non la dice per i nostri è solo con i suoi uomini, di solito questi sono errori che gli autori di Z Nation non fanno, la scrittura è molto semplice e lineare, per niente ispirata, ma senza nonsense sciatti (le gag per far ridere non contano, quelle sono volute).

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Autore - info di contatto: roberto.fringie69@gmail.com

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